Il lato oscuro ma redditizio del web…

Il mondo del web evoca spazi tecnologici e comunicativi senza limiti, anche dall’elevata potenzialità finanziaria. Sempre più spesso, però, dietro questa facciata si nascondono situazioni di grave sfruttamento della forza lavoro. Uno dei lati oscuri di questo mondo scintillante. Siamo convinti che i casi provenienti da questo settore si moltiplicheranno sulla nostra black-list. Il caso che stiamo per illustrare non è nuovo. Il giornale Area lo aveva trattato nel corso del mese di settembre del 2013. L’utilità di ritornare su questo caso risiede anche nel fatto che nonostante le denunce apparse nella stampa, le società al centro di questa vicenda continuano imperterrite la loro attività: nomi (quasi) nuovi, vecchie pratiche salariali. Senza che nessuno intervenga. Infine, è anche l’occasione di parlare di quei personaggi nostrani – i cosiddetti prestanome – che offrono i propri servigi per portare sul territorio ticinese questa tipologia di ditte, illustrando tecniche e sistemi per ottimizzare al massimo i profitti aziendali.

 

Le due ditte in questione sono in realtà una il proseguimento dell’altra. Andiamo con ordine. Siamo nel campo del web, aziende il cui quasi unico cliente è Seat Pagine Gialle, l’elenco telefonico commerciale italiano. Queste aziende costruiscono siti web personalizzati per i clienti dell’annuario telefonico.

 

La prima ditta si chiama 360 Medya Innovative communications limited. A Balerna arriva nel 2010, e l’anno dopo si trasferisce a Chiasso. Vi lavorano una quarantina di dipendenti per una paga mensile di 1.889 franchi lordi per 12 mensilità (vedi allegato). La frontiera salariale impone di vivere forzatamente oltre confine. I dipendenti sono tutti giovani laureati italiani sedotti dagli annunci con cui la 360 Medya tappezza le bacheche universitarie e inonda i siti internet di annunci. «Li hanno sedotti con il miraggio di un contratto a tempo indeterminato. E da oltreconfine sono arrivati, qui a Chiasso, in una quarantina» scriveva la Regione nella primavera 2012, riferendosi a 360 Medya. «Invece, in pochi mesi il miraggio si è dissolto. È rimasto solo il deserto lasciato da una lettera di licenziamento». E paghe arretrate, come conferma ad area Angelo Zanetti, di Syndicom, che si era occupato della vicenda a partire dal 2011.

 

Ma questi “imprenditori” non si perdono d’animo e invece di lasciare, raddoppiano. Ecco nascere negli uffici di 360 Medya a Balerna, la Identity Multimedia Development LTD. Medesima la paga sotto i 2’000 franchi lordi, e in parte uguali anche i dipendenti, così come Seat Pagine Gialle resta il cliente nettamente maggioritario.

 

Curiosa è anche l’identica struttura societaria delle due aziende, che si potrebbero definire da gioco delle scatole ticinesi, frutto della finanza creativa globale. Entrambe sono le uniche succursali di una ditta con sede a Montreal il cui scopo a registro di commercio canadese è offrire «un servizio di prestanome». Quel tipo il servizio che viene offerto dai fiduciari nostrani. Solo che in Canada costa ancora meno fondare una ditta: 100 dollari. I proprietari delle due aziende balernitane risultano due società delle Isole Vergini britanniche. E qui il gioco delle scatole ticinesi diventa un rompicapo.

 

Le Isole Vergini britanniche sono note nel mondo per essere uno dei paradisi fiscali offshore. L’Italia le ha inserite nella lista nera, ponendo limitazioni fiscali ai rapporti commerciali fra le aziende italiane e i soggetti ubicati in quel territorio. Gli Stati Uniti invece, due anni or sono hanno imposto alle Isole Vergini lo stesso trattamento riservato recentemente alla Svizzera: lo scambio d’informazioni di carattere fiscale e finanziario. Lecito chiedersi perché una società che produce semplicemente dei siti internet debba avere una struttura societaria così sofisticata. Di norma, il gioco delle scatole societarie si spiega con l’eufemistica definizione di «ottimizzazione fiscale», ossia pagare meno imposte nel paese dove si produce fisicamente. Infatti a Balerna, a pagar le tasse sono i soli dipendenti con l’imposta alla fonte sul loro misero salario, mentre l’azienda paga due briciole.

 

Il fatto di essere finita al centro dell’attenzione mediatica non ha disturbato minimamente gli affari e le pratiche della la Identity Multimedia Development LTD. Infatti, ancora nel mese di febbraio del 2014, su alcuni siti italiani specializzati nell’offerta di posti di lavoro nel campo della comunicazione, apparivano suoi annunci che offrivano posti per «giovani diplomati e laureati da inserire nel proprio organico per attività di back office e costumer care» (vedi allegati). Naturalmente, la retribuzione netta mensile è sempre tra gli 800 e 1’500 euro.

 

«46 menti che, ogni mese, producono più di 150 Siti Web Custom, 1’000 Coupon, 350 video, 130 lanci, 600 Shooting Fotografici… & more…» così recita la pubblicità sul sito della Identity Multimedia Development LTD. Viste le condizioni di lavoro e di salario, è normale chiedersi quali siano i profitti di questa società.

 

Questo caso merita un’altra riflessione che riguarda una tendenza in corso. Sempre più spesso, il Ticino e, in particolare, la zona del Mendrisiotto, attirano società provenienti da oltre frontiera. La ragione è presto spiegata. Poiché la maggior parte dei settori economici è sprovvista di salari minimi, le ditte possono offrire salari italiani beneficiando, però, di un quadro giuridico, fiscale e amministrativo tale da massimizzare la redditività delle attività svolte. Una fiscalità clementissima nei confronti delle imprese, un diritto del lavoro anoressico (libertà di licenziare, orari di lavoro elevati, ecc.) e una struttura burocratica leggera fungono da elementi di attrazione per ditte che fanno quasi esclusivamente affidamento sulla possibilità di esercitare un forte tasso di sfruttamento della forza lavoro, ossia la popolazione frontaliera. Né più, né meno di quanto facciano moltissime imprese ticinesi…

 

Per concludere, vale la pena di gettare uno sguardo sui personaggi che gestiscono, almeno formalmente, queste società dalle correlazioni geografiche esotiche. In parte, questi personaggi svolgono una funzione di prestanome sul territorio, ossia servono a garantire una schermatura e un’entratura ai reali proprietari che preferiscono prosperare nell’ombra.

 

Nel caso in esame, il direttore della 360 Medya Innovative communications limited e, successivamente, della Identity Multimedia Development LTD, è Alessandro Moretti, residente a Origlio. Alessandro Moretti figura occupa posti in 13 società ancora attive. In precedenza, però, lo stesso figurava in altre 22 società, in parte liquidate, in parte da lui abbandonate. Diverse di queste società hanno e avevano il loro recapito in Via Zurigo 35 a Lugano. Il palazzo a questo numero civico è una delle due sedi operative dalle quali Davide Enderlin Junior – sicuramente uno dei principali prestanome della piazza ticinese – gestisce i suoi traffici. I rapporti d’affari fra Alessandro Moretti e Davide Enderlin Junior sono comprovati dalla comune partecipazione in diversi consigli d’amministrazione. I loro legami nel quadro della Identity Multimedia Development LTD sono dimostrati anche da fatti marginali ma evocativi. Durante le ultime elezioni comunali, al personale della Identity Multimedia Development LTD è arrivato un ordine perentorio dal direttore generale, indirizzato ai dipendenti. Tutti a votare sul sondaggio del portale Ticinolibero il candidato Plr al Consiglio comunale luganese, ossia Davide Enderlin Junior. Entrambi hanno il difetto di essere difficilmente reperibili. Chi cercava Alessandro Moretti per arretrati salariali o vertenze sindacali, non riusciva a parlargli: o era all’estero o in ospedale. Per quanto riguarda Davide Enderlin Junior, la sua irreperibilità è più recente, da quando è trattenuto a Marassi, lato penitenziario, non stadio…