Anche con il web si sfruttano i lavoratori. Il caso Edilmedia Sagl, ovvero la punta dell’iceberg di un fenomeno in crescita

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Negli ultimi giorni i media hanno riportato alla ribalta il caso della società Edilmedia Sagl di Chiasso. La vicenda aveva avuto gli onori della cronaca già nel mese di giugno, quando un’interpellanza inoltrata dal gran consigliere Fonio aveva accesso i riflettori sulle pratiche di questa società. Inizialmente, si pensava che il problema fosse “solo” circoscritto alla violazione della Legge sul collocamento e il personale a prestito, in quanto la società garantiva via internet di trovare posti di lavoro in Ticino contro il pagamento di 40 euro, senza però disporre della necessaria autorizzazione rilasciata dall’Ufficio cantonale del lavoro.

Poco più sopra abbiamo usato l’aggettivo “solo” perché nelle settimane successive sono emersi i contorni di una forma più articolata di truffa, con conseguenze finanziarie molto più pesanti per i malcapitati, i quali spinti da una crisi sempre devastante si gettano nelle braccia di farabutti di ogni risma. A inizio luglio, il sindacato Unia è stato contattato tramite il sito www.denunciamoli.ch da un muratore italiano, senza impiego da 3 anni. Questo lavoratore chiedeva informazioni sulla società Edilmedia Sagl e sulle sue offerte di lavoro. È stato così possibile capire come la società avesse intrapreso una nuova strategia di truffa, ben più remunerativa dei semplici e precedenti 40 euro. Il muratore dopo aver visto l’annuncio di lavoro in internet, ha inviato il suo curriculum. Riceve risposta telefonica da un sedicente responsabile – con tutta probabilità tale Luciano Campanaro, socio della Edilmedia Sagl – di un’agenzia di collocamento privata svizzera (addirittura negli scambi di email, si firmerà come “Ufficio Collocamento Svizzero”). Al muratore è fissato un colloquio con la ditta Edilmedia Sagl, la quale gli comunica qualche ora più tardi di volerlo assumere. Rapidamente il muratore riceve il contratto di lavoro con la Edilmedia Sagl. Contratto accompagnato da un obbligo preciso: il pagamento anticipato di una provvigione del 3% del salario annuale, facendo riferimento all’Ordinanza concernente gli emolumenti, le provvigioni e le cauzioni nell’ambito della legge sul collocamento. Viste le precarie condizioni finanziarie del muratore, il “collocatore” si accontenta di 400 euro subito e di un pagamento rateale da spalmare sui mesi successivi. Pagamento rateale che non potrà mai essere incassato, visto che il posto di lavoro non esiste. La truffa è ormai chiara: il sedicente responsabile dell’Ufficio Collocamento Svizzero è un socio della sedicente ditta edile Edilmedia Sagl. E questa persona è il signor Luciano Campanaro, già indagato dalla guardia di finanza di Gaggiolo per un tentativo di truffa (ha emesso dei falsi bollettini intestati a un suo conto per il pagamento della gestione dei rifiuti). Sedicente ditta edile perché la Edilmedia Sagl non era neppure iscritta all’albo delle imprese edili. Inoltre, dopo una sommaria ricerca sul territorio, non risulta avere cantieri aperti. Questa vicenda si è tutto sommato chiusa positivamente: il muratore in questione ha subodorato l’inganno e ha chiesto informazioni al sindacato Unia, il quale lo ha caldamente invitato a non pagare la “provvigione”. Sfortunatamente, in altri casi i truffatori hanno ottenuto il loro bottino.

Si pensava che la visibilità data al caso e l’intervento delle istituzioni competenti avrebbe consigliato ai truffatori di abbandonare la loro attività. Ma così non è stato. L’8 settembre scorso, si è infatti presentato agli sportelli di Unia un altro muratore cadute nelle sgrinfie della Edilmedia Sagl. Questa volta, però, il lavoratore ha pagato, il 5 agosto, ben 1’583,38 euro. Il modo di procedere è la fotocopia di quanto raccontato più sopra. La “provvigione” pagata è il risultato del seguente calcolo: 3% del salario annuo: 4’413 CHF x 13= 57’369 CHF x 3% = 1’721,07 CHF x 0,91 (cambio) = 1’583,38 euro (cfr. documento A). In questo caso, la Edilmedia Sagl ha rilasciato anche un contratto di lavoro (usando il modello della SSIC), debitamente firmato da un socio della ditta (cfr. documento B). L’inizio del rapporto era fissato al 28 settembre. Naturalmente, il lavoratore non ha più sentito nessuno della ditta. Insospettito ha preso contatto appunto con il sindacato Unia, al quale non è rimasto che sostenere il lavoratore nella sua denuncia al Ministero Pubblico.

Concludiamo questa triste vicenda con alcune considerazioni. Il caso Edilmedia Sagl è apparso pubblicamente a metà giugno. Il sito della ditta, piattaforma decisiva del sistema di truffa, è stato oscurato solo nei primi giorni di settembre. Detto altrimenti, la società ha potuto agire indisturbata ancora per almeno per 2 mesi. Quante vittime ha ancora mietuto in questo periodo? Speriamo che l’inchiesta del Ministero pubblico possa anche permetterci di capire quanto rendono finanziariamente queste truffe. Un modo, si spera, per fare capire che non si tratta di un fenomeno marginale. Più in generale, questa vicenda deve fare riflettere sulla necessità della creazione di un controllo automatico delle truffe via internet ai danni di lavoratori disperati. Il caso della Edilmedia Sagl non è il primo. Negli scorsi mesi siamo stati interpellati in merito a un altro sito internet. Questo prometteva un posto di lavoro nell’edilizia in Svizzera. Piccolo dettaglio, prima della firma del contratto era “necessario” ottenere il permesso di lavoro. Il sito chiedeva perciò all’interessato di versare 80 euro… Non sappiamo quante di queste truffe circolino in rete ma pensiamo parecchie. Gli strumenti tecnico-informatici per intercettarle rapidamente esistono. Vi è da chiedersi se esista la volontà politica e istituzionale di contrastare questo fenomeno, tanto più sordido perché colpisce persone che versano in una situazione di assoluta degenza.