I padroni dei call centers se ne fregano delle leggi…

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Da diversi anni il mondo dei call centers ritorna regolarmente sotto i riflettori dei media. La ragione è semplice: il tasso di abusi in questo settore è elevato e continuo, nonostante l’adozione di alcune misure per combattere questa situazione. Infatti, è fin dal 1° agosto 2007 che il Consiglio di Stato ha promulgato un contratto normale di lavoro per i call centers (CNLCC). E lo ha fatto perché la commissione tripartita cantonale ha registrato nel settore un tasso di dumping salariale così elevato da non lasciargli altra strada. La stessa constatazione è stata alla base della decisione di prorogare, nel 2013, per altri 3 anni l’esistenza del CNLCC. Nonostante l’esistenza di questo contratto con minimi salariali, la tripartita constatava nel 2013 come il tasso di abusi fosse ancora del 40%! E nulla sembra essere cambiato anche a inizio 2016, come lo testimonia il caso che andiamo a raccontare e diverse segnalazione giunte al sindacato Unia. Il caso concreto ci permetterà di sollevare alcune questione politiche di fondo.

 

La Nuovo Taxi Lugano SA è stata creata nel 2002, con un capitale sociale di 100’000 franchi. Il suo scopo sociale prevede, fra le altre cose, «il trasporto professionale di persone e cose e l’esercizio di un servizio taxi e limousines, il coordinamento di prestazioni di servizio taxi». I soci della Nuovo Taxi Lugano SA sono 10, la maggior parte di loro attiva nel trasporto privato individuale e alcuni in possesso di una licenza di taxisti rilasciata dal comune di Lugano. L’amministratore delegato è il signor Francesco Maltauro, attivo in ben 18 società di varia natura. In sostanza, la Nuovo Taxi Lugano SA ha quale compito quello di raccogliere le chiamate dei clienti e smistarle ai suoi soci, sia che agiscono individualmente o per mezzo di altre società. Un’attività tipica di un call center. Ed è per questo che fra il suo personale figurano dai 4 ai 5 centralinisti.

Al momento dell’entrata in vigore del primo CNLCC, il salario orario era di 15,40 CHF lordi l’ora durante i primi 3 mesi di prova e di 17,80 CHF/ora dopo il periodo di prova. A questi importi orari andavano poi aggiunte le indennità per le vacanze (8,33% per 4 settimane), per i giorni festivi (3%) e per la tredicesima mensilità (8,33%). Successivamente il CNLCC è stato prorogato a diverse scadenze, in quanto i controlli dell’Ufficio dell’ispettorato del lavoro continuavano a evidenziare «il perdurare della situazione di dumping constata all’origine». Inoltre, i minimi salariali sono stati adeguati, rispettivamente a 16,95 CHF/ora (durante il periodo di prova di 3 mesi) e a 19,50 CHF/ora (dopo il periodo di prova).

Nel marzo del 2010, la società assume un nuovo dipendente con la funzione di centralinista. Nel contratto di lavoro è fissato un salario lordo orario di 15 franchi/ora e sono citate solo gli 8,33% di indennità vacanze. Oltre a non rispettare il salario minimo, mancano anche le indennità relative ai festivi e alla tredicesima. Però il contratto di lavoro fa esplicitamente riferimento al fatto che «per le disposizioni non contemplate nel seguente contratto, si farà capo al contratto collettivo per i lavoratori del settore». Per le spettanze salariali non esiste il CNLCC, però lo stesso è citato quale titolo di riferimento per tutte le altre disposizioni non iscritte nel contratto individuale sottoposto al lavoratore. Per lo meno, questa è la dimostrazione che l’amministratore unico della Nuovo Taxi Lugano SA era al corrente dell’esistenza del CNLCC e quindi il suo non rispetto è frutto di una scelta chiaramente ponderata.

A rendere la situazione ancora più inaccettabile è il fatto che al lavoratore non sono mai state modificate le condizioni contrattuali, nonostante gli adeguamenti apportati al CNLCC. Detto altrimenti, il centralinista non ha mai potuto beneficiare delle condizioni salariali (ma non solo) vincolanti contenute nel CNLCC. Quando ha reclamato i suoi diritti, gli è stata semplicemente consegnata la lettera di licenziamento. Il mancato guadagno calcolato sul periodo marzo 2010-luglio 2015 ha raggiunto i 64’800 franchi lordi! Questa cifra riguarda solo la situazione del centralinista che si è rivolto al sindacato Unia. Non dimentichiamo, infatti, che la Nuovo Taxi Lugano SA impiega stabilmente almeno 4 centralinisti/e, alle stesse condizioni salariali del caso da noi documentato…

 

Anche davanti all’evidenza, i lavoratori rischiano di ritrovarsi con un pugno di mosche…

 

Chi non conosce da vicino la realtà del mondo del lavoro ticinese, potrà pensare che almeno il nostro centralinista riceverà quanto gli spetta, visto e considerato che siamo in uno Stato di diritto e che i vincoli legali vanno applicati e rispettati. Inoltre, il caso in questione è di un’evidenza indiscutibile.

La realtà, invece, non è così lineare. Le leggi esistono ma sono ancora di più le vie di fuga concesse a chi non rispetta le regole, soprattutto in materia di diritti dei lavoratori. Il nostro centralinista rischia, infatti, di non ricevere nulla di quanto gli spetta di diritto. Ritorniamo alla concretezza della realtà. Il centralinista per mezzo del sindacato Unia ha rivendicato le spettanze salariali dovute. La società, per mezzo del suo avvocato, qualifica le spettanze salariali rivendicate dal sindacato Unia di «esorbitanti» e «sprovviste di ogni fondamento». La cifra di 64’800 franchi lordi è stata calcolata sulla base dei minimi salariali previsti dal CNLCC e sulle altre indennità alle quali hanno diritto i centralinisti, nonché le ore straordinarie accumulate. Si tratta di una cifra oggettiva che corrisponde a 4 anni di non rispetto degli obblighi legali vigenti.

Se ciò non bastasse, la società continua contestando che l’ex dipendente fosse assoggettato al CNLCC, in quanto «le sue mansioni erano varie e in più settori come avremo modo di specificare oltre». Peccato che nel contratto individuale (cfr. doc 1) l’ex dipendente sia stato assunto quale “centralinista” e che dal suo piano di lavoro risulta chiaramente inserito fra i centralinisti della società. Inoltre, a oggi, non sono mai state specifiche le cosiddette “mansioni varie e in più settori”…

Infine, la società contesta il calcolo delle spettanze salariali del sindacato Unia in quanto queste sarebbero state elaborate partendo da un tempo d’impiego del 100% quando nel contratto il tempo di lavoro stipulato era del 50%. Peccato, però, che il conteggio approntato dal sindacato sia stato fatto calcolando esattamente le ore contenute nelle buste paga elaborate dalla stessa Nuovo Taxi Lugano SA (cfr. doc 2)! Dal 2011 al 2015, il nostro centralinista ha lavorato mediamente 198,46 ore al mese, secondo i conteggi, ribadiamolo, della società…

Nonostante gli incontri avuti, la proprietà della Nuovo Taxi Lugano SA si rifiuta di pagare un solo centesimo al suo ex dipendente. Questi e il sindacato Unia hanno avviato la procedura legale davanti alla pretura. Una procedura lunga, dispendiosa e, soprattutto, che non garantisce al lavoratore di ottenere quanto gli è stato sottratto. Infatti, un numero crescenti di imprenditori preferisce fare fallire la ditta piuttosto che pagare quanto dovuto ai lavoratori. Un’operazione semplice che permette di scaricare tutti i debiti accumulati dalla società. Nel caso di una società anonima, la responsabilità si limita al capitale azionario (patrimonio aziendale). Detto altrimenti, in caso di fallimenti i soci perdono al massimo il loro capitale azionario. E spesso neppure quello. Infatti, il capitale azionario può essere speso dalla società anonima nel corso degli anni. In questi frangenti, ai creditori (inclusi i dipendenti) non rimane in mano neppure un copeco. Invece, i soci ripuliti dai debiti possono tranquillamente aprire una nuova società anonima. Il ricorso al fallimento sta diventando uno strumento aziendale sempre più usato da coloro che non rispettano gli obblighi salariali e sociali. Speriamo che nel nostro caso ciò non avvenga anche se alcuni segnali lasciano presagire il peggio…

 

Forse è il momento è venuto di cambiare marcia…

 

Questa vicenda concreta ci permette di sviluppare alcune riflessioni più generali. Il mancato rispetto del CNLCC non sembra essere una peculiarità della sola Nuovo Taxi Lugano SA. Da nostre informazioni sembrerebbe che questa prassi è in vigore anche presso diverse altre società attive nei servizi di taxi che sfruttano una centrale operativa telefonica. Più in generale, è tutto il settore dei call centers a essere dominato da una situazione di pesanti abusi nei confronti delle centraliniste e dei centralinisti. Una situazione indiscutibile dal momento in cui il contratto normale di lavoro per i call centers è il più vecchio in vigore e, soprattutto, è stato sistematicamente rinnovato in quanto l’ufficio dell’Ispettorato del lavoro continua a registrare l’esistenza di un forte dumping (40%). E questo è il punto nodale. Se l’azione delle istituzioni si limita a sanzionare l’esistenza di un pesante dumping prorogando semplicemente l’applicazione di un contratto normale di lavoro, gli imprenditori continueranno a praticare indisturbati varie forme di dumping.

Ritorniamo al nostro caso concreto. La Nuovo Taxi Lugano SA è da diversi anni che sottopaga un suo centralinista (probabilmente anche gli altri), senza neppure nasconderlo. Come è possibile? Due sono le spiegazioni possibili. I controlli da parte dell’Ufficio dell’ispettorato del lavoro sono insufficienti e blandi. Oppure i controlli sono effettuati ma non portano a nessuna sanzione pesante, dissuasiva. In sostanza, si registrano le infrazioni, si procede alla quantificazione degli abusi commessi per decidere se prorogare o meno il contratto normale di lavoro. E il sistema continua a girare, con le società di call centers che impunemente continuano a non rispettare le norme in quanto nessuna istituzione interviene per mettere un termine a queste pratiche.

Per combattere il dumping salariale e altri abusi in materia di diritti e condizioni di lavoro non è sufficiente promulgare dei contratti normali di lavoro. È decisivo farli applicare e aumentare l’apparato sanzionatorio come quello repressivo. Questo modo di procedere deve essere una priorità politica di tutte le istituzioni e forze sociali di questo cantone. Altrimenti, se lasciamo solo ai sindacati il compito di fare rispettare le leggi, sarà impossibile evitare le gravi derive che queste dovrebbero impedire, almeno sulla carta…

doc1 doc2