Alla Casram non lavori gratis? Sei licenziato!

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 Scandaloso ed inaccettabile licenziamento di un dipendente presso la ditta Casram di Mezzovico. Il licenziamento è stato prontamente contestato dal sindacato Unia e se il lavoratore non sarà reintegrato con effetto immediato il caso sarà portato davanti ai tribunali per ottenere giustizia.

La ditta, ha infatti  introdotto una deroga alle disposizioni del contratto nazionale di lavoro che di fatto obbliga il personale a svolgere 45 ore alla settimana, 5 in più e gratuite, rispetto alle 40 ore previste dal CCL.

Un accordo tra l’altro mai sottoscritto dalla Commissione d’azienda, ma accettato da una votazione assembleare vinta con pochi voti perchè organizzata dalla direzione dell’azienda per far cambiare idea ai dipendenti che in prima battuta avevano respinto il principio del lavoro gratuito. Principio contestato in modo particolare dal personale di produzione. Forte di questa decisione-imposizione, la direzione non dà possibilità di scelta ai lavoratori: “o lavori 5 ore gratuite o prenderemo provvedimenti: ti licenzieremo”.

Licenziamento che ha colpito un dipendente, per di più residente, che non ha voluto cedere a questi ricatti e soprusi, si è rifiutato di svolgere le 5 ore gratuite, ma ha continuato a rispettare il suo contratto di lavoro che prevede 40 ore settimanali.

La fine del rapporto di lavoro, è stata pronunciata dall’azienda con effetto immediato e questo dopo aver consultato Swissmem, l’associazione di categoria che ha consigliato in tal senso l’azienda.

Un atteggiamento irresponsabile da parte dell’azienda e di Swissmem che il sindacato Unia condanna con fermezza.Il sindacato Unia prende inoltre atto che per Swissmem non conta più la salvaguardia dei posti di lavoro come enunciato, ma preferisce per evidenti ragioni politiche  far punire e colpevolizzare con il licenziamento i lavoratori che rivendicano i loro diritti contrattuali.Si tratta a nostro giudizio di un atteggiamento in aperta violazione con il principio contrattuale della pace del lavoro e che apre perciò un nuovo capitolo nell’attacco frontale portato dalle associazioni padronali di categoria e dalle aziende ai diritti dei lavoratori ed ai contenuti del CCL.

 

Un atteggiamento di aggressione verso i lavoratori che cambia i rapporti industriali tra sindacato e Swissmem in Ticino e del quale Unia ne prende atto ed agirà di conseguenza.

 

Chiedere sacrifici ai dipendenti senza necessità dimostrabili e la conseguente pressione o repressione allorquando i lavoratori non accettano, è diventata un’attitudine ormai fatta propria da troppe aziende che Unia non tollera ed alla quale reagirà di conseguenza.

 

 

Per ulteriori informazioni:

 

  • Rolando Lepori, responsabile Unia per il settore industria (+4179 353 94 06)